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Qual’è il tuo colore preferito?

  L’arcobaleno

Questa frase qui sopra potrebbe quasi sembrare la citazione di un qualche filosofo e invece non è così.

Questa è la risposta che mi ha dato una bambina alla mia domanda Qual’è il tuo colore preferito?

Stavamo facendo lezione.

Avevo preparato un percorso e l’esercizio era percorrere il tracciato con il cono in mano e concentrarsi a non farlo cadere fino alla fine.

Le ho fatto la domanda del colore perché volevo sapere che cono dargli per fare quest’allenamento.

Ancora non le avevo spiegato come sarebbe stato l’esercizio.

Le ho chiesto solamente di pensare al suo colore preferito e aspettavo la sua risposta perché tra i coni che avevo, immaginavo di dover prendere il  verde, il  rosa o il giallo o un altro colore ancora.

Invece quando mi ha risposto l’arcobaleno mi è venuto spontaneamente di sorridere perché mi sono stupita.

Così per fare l’esercizio le ho dato tutti i conetti di colori diversi che avevo.

Ha fatto il percorso e anche se alcuni dei coni sono caduti, non si è preoccupata di raccoglierli perché ne aveva ancora altri in mano.

Ha finito l’esercizio con tre coni ancora in mano.

In generale questo esercizio mi ha fatto pensare a come guardano le cose i bambini e a come le guardiamo noi adulti.

Io alla domanda qual’è il tuo colore preferito, avrei dato una risposta scontata, risponderei verde e di certo l’arcobaleno non mi verrebbe proprio in mente.

Invece i bambini con la loro immaginazione e la loro fantasia, non sono scontati, vanno oltre ai concetti, pensano fuori dagli schemi perché non hanno schemi e creano nuovi punti di vista.

Perché scegliere un solo colore quando puoi scegliere l’arcobaleno? E’ giusto, mi sembra logico!

Legando questo concetto alla vita di tutti i giorni in generale,  è come dire : perché puntare solo ad una sola cosa quando ho a disposizione molto di più? E’ giusto darsi più possibilità e guardare oltre.

Penso che lavorare e stare a contatto con i bambini è una cosa che ognuno di noi dovrebbe fare, perché ci danno la possibilità di guardare le cose ancora in modo semplice e senza filtri.

Una volta anche noi sapevamo guardare  il mondo così, ma quando cresci è come se qualcosa si spezzasse e allora abbiamo bisogno dei bambini che ti portano nel loro mondo e ti fanno ricordare che quel mondo è appartenuto anche a noi.

Ho scritto questo articolo solo perché penso sia bello notare che, anche in un esercizio sportivo che può sembrare banale,  invece ci sono dietro molti più significati.

Proprio come già detto in post precedenti, lo sport non è mai solo uno sport ma è qualcosa che tocca e ti insegna molti aspetti della vita.

Il bello dell’insegnare è che in realtà impari sempre qualcosa. E’ uno scambio reciproco.

Gli adulti non insegnano solo ai bambini.

Se solo tenessimo gli occhi e le orecchie aperte come e quanto fanno loro, che non gli sfugge mai niente, potremmo imparare moltissimo.

Per esempio, ecco, mentre l’altro giorno facevo lezione e insegnavo a Irene le basi del pattinaggio, lei mi ha insegnato e mi ha ricordato che i colori sono tanti e belli e che non è così difficile pensare fuori dagli schemi e trovare prospettive sempre nuove e diverse.

Ora non so cosa hai pensato tu quando hai letto la domanda Qual’è il tuo colore preferito?

Molto probabilmente avrai pensato al tuo colore preferito come ho fatto io, ma se avessi pensato all’arcobaleno come ha fatto Irene credo che in un certo senso vedi il mondo dalla giusta prospettiva : con gli occhi di un bambino.

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